Videogiocare può diventare un lavoro?

Videogiocare può diventare un lavoro?

3 Aprile 2020 Off Di Eleonora

È inutile negarlo, i videogiochi sono ormai da anni parte inseparabile delle nostre vite, soprattutto di quelle dei più giovani. Mentre c’è chi non vede la cosa di buon occhio, sono molte le persone che nei videogiochi scorgono un mondo illimitato di possibilità e non un semplice passatempo. I più appassionati trascorrono ore e ore di fronte alle loro console preferite: l’approdo dei videogiochi su smartphone e su dispositivi portatili non ha fatto altro che amplificare queste tendenza videoludica in maniera ancora più evidente, permettendo ai giocatori di divertirsi in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. La domanda che spesso molti appassionati si pongono è se videogiocare possa diventare un lavoro. Ebbene, sembrerebbe proprio di sì. Basti vedere come gli youtuber specializzati in settore videogiochi siano riusciti a richiamare a loro una quantità sterminata di iscritti, riscuotendo del resto un grandissimo successo, caricando sulla famosa piattaforma YouTube i loro video, in cui si cimentano in gameplay di videogame di vario genere. Del resto, che male c’è a unire l’utile al dilettevole, sfruttando la propria passione per trasformarla in un lavoro? Anche se il successo non è di certo assicurato, vista la ormai altissima competitività nel settore, tentar non nuoce.

I videogiochi e il guadagno tramite il web

Se decidete di trasformare l’hobby dei videogiochi in un lavoro, sappiate che la strada non è tutta in discesa. Per quanto sembri facile, dietro il lavoro di un videogiocatore di successo che potreste vedere, ad esempio su YouTube, c’è tanto impegno e costanza. Non è sempre facile proporre al grande pubblico contenuti interessanti e di qualità. Oltre a fattori imprescindibili come il carisma e la simpatia, qualità che potrebbero risultare utilissime per riscuotere successo tra il vastissimo pubblico del web, bisogna tenere conto anche della qualità dei contenuti e dei video caricati, nonché del lavoro di editing che sta dietro di essi, ovvero la modifica e il montaggio dei filmati prima che questi vengano caricati. L’editing di un video potrebbe durare anche diverse ore che, se sommato al tempo trascorso a girare il filmato in sé, raggruppa una cospicua fetta di tempo della giornata. Essenziali per il guadagno di un canale YouTube sono le visualizzazioni e le sponsorizzazioni: è possibile, inoltre, ricevere donazioni tramite le live. Se parliamo di videogiochi all’interno di un ipotetico contesto lavorativo, è d’obbligo citare anche Twitch. In questa piattaforma, i gamer possono effettuare delle dirette mentre videogiocano: per avere un guadagno rilevante, anche qui è essenziale il contributo di affiliati e partner, ma un validissimo aiuto è dato anche dagli abbonamenti e dalle donazioni da parte degli utenti.

Tornei di videogiochi: il successo dei gamer professionisti

Un altro modo tramite cui i videogiochi possono diventare un lavoro è la partecipazione ai tornei, sia online che offline. I più redditizi, sponsorizzati da sviluppatori ed editori di giochi, prevedono montepremi di milioni di dollari per i primi classificati. In questo contesto, gli sport elettronici, i cosiddetti eSports, si sono evoluti in una maniera tale da essere riconosciuti in alcuni Paesi del mondo come sport ufficiali. Se, inizialmente, i tornei erano nati e venivano portati avanti dalla semplice passione dei giocatori, ora esistono vere e proprie competizioni ufficiali che premiano con somme di denaro i vincitori, vista l’immensa competitività e redditività che ormai caratterizzano il settore. Inutile dire che, se si parla di tornei, il successo dipende in gran parte dalle capacità videoludiche del giocatore e dalla sua popolarità, ma anche in questi casi per il guadagno sono essenziali le sponsorizzazioni e l’affiliazione a una squadra che sia retribuita con uno stipendio fisso.