Semi di cannabis, cosa sono e come ricavarli velocemente

Semi di cannabis, cosa sono e come ricavarli velocemente

2 Marzo 2021 Off Di Eleonora

I semi di cannabis vengono prodotti dalle infiorescenze delle piante di cannabis femmina impollinate con piante di cannabis maschio, in un naturale processo di riproduzione, in media, i semi si formano in un periodo compreso tra le 4 e le 6 settimane.
Per la coltivazione sia professionale sia domestica esistono alcuni aspetti da tenere in considerazione per favorire una crescita sana e ottenere così semi di cannabis di buona qualità.

Come procedere

Prima di tutto occorre selezionare le due piante (femmina e maschio) da incrociare. Per la scelta è consigliabile tenere conto delle precedenti fioriture per quanto riguarda la parte femminile e della robustezza dei rami e del profumo gradevole prodotto da sfregamento degli stessi per la parte maschile.
Le due tipologie di piante sono facilmente riconoscibili: le piante maschio hanno steli robusti e un numero inferiore di foglie, le piante femmina invece sono più chiare, producono più resina che rende le foglie brillanti e ovviamente presentano gli organi riproduttivi femminili (pistilli bianchi o tendenti alle tonalità dell’arancione).
Inoltre per accelerare il procedimento è consigliato scegliere una pianta maschio con una fioritura di almeno 3 settimane, per poi procedere come segue:

Prelevare il polline (polvere molto fine di colore giallo) dalla pianta maschio e setacciarlo accuratamente. Il modo più comodo per ricavare il polline è quello di agitare i sacchi pollinici che lo contengono in un sacchetto di carta, per poi trasferirlo in un contenitore con chiusura ermetica. Bisogna fare attenzione perché il polline è molto volatile ed è assolutamente necessario compiere questa operazione in un luogo chiuso senza correnti d’aria, per non rischiare di disperderlo. Se il polline non viene utilizzato nell’immediato può essere conservato in frigorifero per un paio di settimane.

Raccogliere con un pennello a setole morbide il polline e delicatamente passarlo sulle infiorescenze della pianta femmina per impollinarle (questo procedimento non andrà effettuato prima della terza settimana di fioritura). Bisogna fare attenzione a scegliere solo i pistilli bianchi che si trovano nella fase di piena fertilità, se i pistilli risultano scuri infatti hanno concluso il periodo di impollinazione e quindi sono inutilizzabili.

Dopo all’incirca 4-6 settimane i semi saranno maturi e i fiori potranno essere raccolti per essere fatti essiccare (il tempo di essicazione si aggira solitamente intorno alle 2 settimane). In commercio esistono degli essiccatori elettrici che permettono di velocizzare notevolmente il processo di disidratazione vegetale.

A questo punto non rimane che raccogliere i semi e ripulirli dalla sottile membrana che li riveste con l’aiuto di un setaccio.

Non tutti i semi saranno utilizzabili, ma sarà molto facile riconoscere quelli di buona qualità.

Belli alla vista e resistenti al tatto

Per riconoscere e selezionare semi di cannabis di qualità bisogna osservarne attentamente il colore, i semi devono sembrare “tigrati”, cioè il guscio può variare dalle tonalità del grigio fino al marrone scuro con macchie e striature nere. Se i semi risultano verdi o gialli saranno da scartare perché non sono ancora maturi.
Anche il tatto ci può aiutare a riconoscerne la salute, se alla pressione tra le dita i semi tendono a ripiegarsi su loro stessi allora sono da scartare in favore di quelli molto più resistenti, con un guscio davvero molto duro.

Conservazione dei semi

I semi di cannabis vanno accuditi e protetti fino al loro utilizzo. Sarà quindi necessario tenerli lontani dai loro nemici giurati: la luce, l’umidità e la temperatura.
Se si prevede un lungo tempo di conservazione, sarebbe ottimale riporli in un contenitore chiuso e scuro e posizionarli in un frigorifero usato molto raramente, perché anche il minimo sbalzo di temperatura potrebbe danneggiarli irrimediabilmente.
Se invece si necessita di un breve periodo di conservazione, allora potrebbe bastare un luogo chiuso, buio e asciutto, come un cassetto o un mobile. L’aspetto fondamentale in entrambe le condizioni è l’assoluta mancanza di variazioni di luminosità, umidità e soprattutto di temperatura.